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Strategia AI

Forward Deployed Engineering— perché l’AI ha bisogno di un ingegnere in azienda, non di un altro progetto pilota

La maggior parte dei progetti di AI non fallisce per colpa del modello. Fallisce negli ultimi metri: dove il progetto pilota incontra l’ERP reale, anagrafiche incomplete e un team che da dieci anni lavora in un altro modo. L’industria del software ha trovato una risposta, e si chiama forward deployed engineer. McKinsey inserisce questo ruolo tra i cambiamenti che decidono il successo dei fornitori di AI. Cosa c’è dietro, cosa dice davvero lo studio e cosa può trarne una PMI.

In breve
  • Il ruolo: Un forward deployed engineer lavora presso il cliente e porta l’AI fino all’esercizio: introdurre, collegare, adattare, migliorare. Il modello nasce da Palantir.
  • Il mercato: Gli annunci per ingegneri “forward-deployed” sono cresciuti di oltre il 1.000% da gennaio ad agosto 2026 (Lightcast, riportato da Fortune), il mercato tech nel complesso del 13%.
  • Lo studio: McKinsey ha intervistato 81 dirigenti di aziende software. Risultato: i guadagni di produttività del 30–50% nei progetti pilota raramente arrivano a ricavi o utili. Gli FDE servono a colmare questo divario.
  • La controtendenza: Proprio nel lavoro presso il cliente l’AI fa risparmiare meno. Nei dati McKinsey i servizi professionali hanno il secondo utilizzo di AI più basso (26%), perché cresce il bisogno di personalizzazione.
  • Per le PMI: I produttori mandano i loro FDE dai grandi clienti. Chi è più piccolo dovrebbe chiedere lo stesso modo di lavorare al proprio partner di implementazione. Qui sotto trovi cinque domande per farlo.

Che cos’è un forward deployed engineer

Il termine viene da Palantir. L’azienda invia i propri ingegneri direttamente presso enti pubblici e grandi aziende, perché il suo software funzioni davvero con i sistemi già presenti. Un annuncio di lavoro di Palantir paragona la responsabilità a quella del CTO di una start-up.

McKinsey definisce il ruolo nello studio “The AI-centric imperative” del 16 ottobre 2025 così: esperti tecnici inseriti direttamente presso il cliente per garantire implementazione, integrazione e adozione su larga scala dell’AI. Avviano progetti pilota, adattano gli agenti ai processi del cliente e ottimizzano l’esercizio nel tempo. Secondo McKinsey accorciano il tempo per ottenere valore e aumentano la probabilità che una soluzione venga usata a lungo e ampliata.

La differenza rispetto ai ruoli noti sta nella responsabilità. Il consulente raccomanda e consegna. Il sales engineer mostra cosa è possibile. L’FDE lo costruisce nell’ambiente reale e resta finché funziona. Non si misura sul collaudo, ma sul fatto che le persone usino il sistema nel lavoro di tutti i giorni.

Cosa dice lo studio, e cosa non dice

Chi cita lo studio dovrebbe sapere su cosa si basa. Si rivolge ai produttori di software, non alle aziende che usano l’AI. I dati del sondaggio provengono dal McKinsey Software CxO AI Impact Survey, Q2 2025, con 81 dirigenti di aziende software. Ai forward deployed engineer è dedicato un paragrafo all’interno di uno dei sette cambiamenti, quello che riguarda vendite e relazione con i clienti. Non è uno studio sugli FDE. I numeri che contano per il nostro tema:

RisultatoValoreTipo
Aumento di produttività nello sviluppo nei progetti pilota, che raramente arriva a ricavi o utili30–50%riportato
Intervistati che usano l’AI nei servizi professionali o lo prevedono entro 12 mesi26%sondaggio
Per confronto: lo stesso in ricerca e sviluppo89%sondaggio
Acquisti di piattaforme AI fatti in modo ibrido con partner esterniquasi 60%sondaggio
Intervistati che hanno investito in “talenti tecnici sul campo”60%sondaggio
Riduzione dei costi attesa nei servizi professionali10–20%modello, illustrativo

Fonte: McKinsey, “The AI-centric imperative: Navigating the next software frontier”, 16/10/2025, testo e Exhibit 1, 2 e 5. I valori del sondaggio si riferiscono ad aziende software.

Il resto dello studio tratta i modelli di prezzo (dalle licenze per utente alla fatturazione per consumo o per risultato), le infrastrutture pronte per l’AI e la trasformazione del personale. Per una PMI è comunque istruttivo, perché mostra dall’altra parte del tavolo come i fornitori intendono vendere e introdurre l’AI.

La trappola del progetto pilota

Il numero più importante dello studio è un limite. Le aziende software riportano nei progetti pilota un aumento della produttività nello sviluppo del 30–50%. Questi guadagni, scrive McKinsey, raramente si traducono in un impatto equivalente su ricavi o utili. Il motivo: gli strumenti sono stati inseriti nei vecchi processi invece di ridisegnare i processi.

Chi ha introdotto l’AI in una PMI conosce lo schema. Il pilota convince nella presentazione. Poi deve collegarsi al sistema reale, e si scopre che i codici articolo esistono in due grafie, che l’approvazione passa da una persona che nel pilota non c’era e che il team non riesce a inserire il nuovo passaggio nella propria giornata. Nessuno è responsabile, perché il team del pilota ha finito e quello dell’esercizio non ha ancora iniziato.

È esattamente in questo spazio che lavora un forward deployed engineer. Ha costruito il pilota e resta per il tratto successivo.

Perché il lavoro presso il cliente cresce invece di diminuire

Un risultato dello studio va contro il racconto abituale secondo cui l’AI automatizza tutto. Nei servizi professionali, cioè il lavoro presso il cliente, l’uso dell’AI è al 26%, il secondo più basso su dieci funzioni; solo gli acquisti sono più in basso. Anche la riduzione dei costi attesa, 10–20%, è la più piccola. McKinsey lo spiega in modo esplicito: i risparmi vengono in parte assorbiti dal crescente bisogno di personalizzazione. Nel modello del personale futuro, i servizi professionali sono tra le aree che tornano a crescere dopo i tagli.

Dietro c’è una seconda tesi dello studio. Le applicazioni uguali per tutti vengono sostituite da soluzioni su misura per settore, ambiente del cliente e problema. McKinsey la chiama “service-as-software”: piattaforma, agenti, automazione e competenza in un unico pacchetto che consegna un risultato invece di uno strumento. Più si personalizza, più lavoro serve presso il cliente. E, secondo lo studio, il vantaggio si sposta dalle funzionalità ai dati: le funzionalità si copiano, l’accesso ai propri dati di qualità no.

Cosa significa per le PMI

Secondo Lightcast, negli Stati Uniti un forward deployed engineer ha uno stipendio mediano offerto di oltre 188.000 dollari l’anno. I produttori impiegano queste persone dove conviene: presso i grandi clienti. Una PMI con 80 licenze non ne avrà uno. Non è una critica, è aritmetica.

Secondo McKinsey, quasi il 60% degli acquisti di piattaforme AI avviene già in modo ibrido, con partner esterni per consulenza e implementazione. Lo studio descrive anche come cambiano queste collaborazioni: meno partner, che entrano prima, sviluppano insieme al cliente e restano dopo la vendita per garantire l’adozione. È il modo di lavorare di un FDE, solo al di fuori del produttore.

La nostra conclusione, esplicitamente non quella dello studio: chi vuole collegare l’AI ai propri dati e ai processi centrali dovrebbe chiedere al proprio partner di implementazione proprio questo modo di lavorare. Non il titolo, ma ciò che significa.

Come capire se il tuo partner AI lavora così

Cinque domande da fare prima dell’incarico. Le risposte mostrano in fretta se qualcuno arriva fino all’esercizio o si ferma al pilota:

  • Si costruisce nei tuoi sistemi o in un ambiente demo? Un pilota su dati di esempio dimostra poco. I problemi stanno nelle tue anagrafiche reali, nei permessi e nelle interfacce.
  • Chi è responsabile dal requisito all’esercizio? Se il team cambia tra concetto e realizzazione, in quel punto si perde conoscenza. Chiedi un nome, non un reparto.
  • Come si misura il successo? “Collaudato” non è un indicatore. Risposte buone sono: quante pratiche a settimana passano dal sistema, quante richieste di chiarimento spariscono, quanto spesso qualcuno deve intervenire.
  • A chi appartengono codice, configurazione e dati? Se la soluzione gira solo nell’account del partner, sei vincolato. Tutto dovrebbe stare nei tuoi account ed essere documentato.
  • Cosa succede dopo il go-live? Le prime settimane di esercizio mostrano cosa mancava nel pilota. Un FDE pianifica questa fase e resta finché il tuo team va avanti da solo.

Quando non serve

Non ogni introduzione dell’AI richiede un ingegnere in azienda. Chi acquista uno strumento pronto che funziona senza collegarsi ai propri sistemi, come uno strumento di scrittura, traduzione o trascrizione, ha bisogno di una buona introduzione e di regole chiare, non di integrazione. Questo modo di lavorare conviene quando l’AI deve accedere ai propri dati, scrivere nei sistemi esistenti o preparare decisioni in un processo centrale. Lì è l’integrazione a determinare il valore, non il modello. Come scegliere un partner per progetti di questo tipo è spiegato nella nostra guida alla scelta di un’agenzia AI.

Come lavoriamo noi

Lavoriamo così perché ne abbiamo bisogno noi stessi. La nostra azienda funziona con gli stessi agenti che costruiamo per i clienti, e conosciamo il divario tra pilota ed esercizio dal nostro lavoro quotidiano. Come funziona in concreto lo trovi in Come lavoriamo. Costruiamo nei tuoi account, il codice è tuo e i modelli restano sostituibili.

Fonti e metodo

L’articolo si basa sullo studio McKinsey “The AI-centric imperative: Navigating the next software frontier” di Jeremy Schneider, Joshan Abraham, Matt Linderman e Naveen Sastry (16 ottobre 2025), analizzato sul testo e su tutti e sei gli exhibit della versione PDF. I valori del sondaggio provengono dal McKinsey Software CxO AI Impact Survey, Q2 2025, n = 81, e si riferiscono ad aziende software. I dati su annunci di lavoro e stipendi provengono da Lightcast, riportati da Fortune il 3 settembre 2026. L’applicazione alle PMI che usano l’AI e le cinque domande sono una valutazione di Digital Maker.

Domande frequenti: Forward Deployed Engineering

Che cos’è un forward deployed engineer?

Un forward deployed engineer (FDE) è un ingegnere che lavora presso il cliente e porta un software, oggi soprattutto un sistema di AI, fino all’uso quotidiano: lo introduce, lo collega ai sistemi esistenti, lo adatta ai processi reali e poi continua a migliorarlo. McKinsey descrive gli FDE come esperti tecnici inseriti direttamente presso il cliente per garantire implementazione, integrazione e adozione su larga scala dell’AI. Il modello nasce da Palantir, che invia i propri ingegneri direttamente presso enti pubblici e grandi aziende.

Che differenza c’è tra un FDE e un consulente AI?

Il consulente raccomanda e consegna, l’FDE costruisce e resta. La consulenza di solito termina con un concetto o un progetto pilota, poi un altro team si occupa della realizzazione. L’FDE segue il percorso dal requisito all’esercizio e si misura sul fatto che la soluzione venga usata ogni giorno. In molti progetti è proprio il passaggio tra concetto e realizzazione il punto in cui tutto si ferma.

Lo studio McKinsey dice che le aziende devono assumere FDE?

No. Lo studio “The AI-centric imperative” del 16 ottobre 2025 si rivolge ai produttori di software e si basa su un sondaggio tra 81 dirigenti di aziende software. Descrive gli FDE come un ruolo con cui i produttori fanno funzionare i loro prodotti AI presso il cliente. Che una PMI, in quanto utilizzatrice, debba chiedere lo stesso modo di lavorare al proprio partner di implementazione è una nostra conclusione, non un’affermazione dello studio.

Quanto cresce la domanda di forward deployed engineer?

Molto rapidamente, partendo da un livello basso. Secondo i dati Lightcast riportati da Fortune il 3 settembre 2026, gli annunci per ingegneri “forward-deployed” sono cresciuti di oltre il 1.000% da gennaio ad agosto 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e di oltre il 4.600% rispetto al 2023. Nello stesso periodo gli annunci tech nel complesso sono cresciuti del 13%. Lo stipendio mediano offerto negli Stati Uniti supera i 188.000 dollari.

Serve un forward deployed engineer per ogni progetto AI?

No. Chi acquista uno strumento pronto che funziona senza collegarsi ai propri sistemi, come uno strumento di scrittura o di traduzione, ha bisogno di una buona introduzione e di formazione, non di un ingegnere in azienda. Questo modo di lavorare conviene quando l’AI deve accedere ai propri dati, scrivere nei sistemi esistenti o preparare decisioni in un processo centrale. Lì è l’integrazione a determinare il valore, non il modello.

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Nella discovery call vediamo dove si blocca: dati, integrazione, responsabilità o adozione nel team. Trenta minuti, passi concreti, niente slide.

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